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I suoi recital si celebrano ogni volta come un atto d’amore
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ITALIANA |
FRANCESE |
TEDESCA |
ANGLO-AMERICANA |
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MALEDETTI AMICI Omaggio a Luigi Tenco e Piero Ciampi Furono
in tanti, prima e dopo Ciampi e Tenco, a credere che accanto alla
canzonetta potesse esistere una canzone poesia.
Solo
i più furbi sapevano che si trattava di un lusso. Solo
i più spregiudicati seppero servirsene come un’arma per impadronirsi
saldamente del mercato.
RITRATTI Storie in forma di canzone
Una cantante, una pianista, una violinista e una contrabbassista raccontano storie: storie di donne prevalentemente. Donne grandi e piccole, famose e sconosciute, vicine e lontane.
DILLO CON UNA CANZONE
Dire che cosa?
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Raffaella Benetti canta Barbara
Sola
e con di fronte il pianoforte nero che è divenuto simbolo del suo agire
in scena, Barbara ha iniziato a comporre agli inizi degli anni '60, dopo
essersi distinta come interprete d'elezione delle struggenti o acide
chansons di Jacques Brel e George Brassens.
PARLE-MOI D'AMOUR Dal café-concert di Erik Satie, alla canzone teatrale di Kurt Weill, alla poesia-canzone di Trenet, fino alla passionalità di Edith Piaf.
Siamo a Parigi, nei primi anni del secolo scorso. E precisamente ci troviamo nel quartiere di Montmartre, il quartiere degli artisti e della “joie de vivre”... SATINE, SATIRIQUE, ESOTERIK SATIE |
La produzione musicale tedesca di artisti legati a Brecht: Weill, Eisler, Dessau La gran parte di questo materiale nasce sul finire degli anni ’20 e ha il suo massimo sviluppo negli anni del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale. Questa produzione musicale si caratterizza per la sua forte critica sociale: i soprusi del potere, la violenza nei confronti dei deboli (poveri, donne, ebrei, pazzi), la guerra e il nazismo i temi affrontati dalle canzoni qui presentate, quasi tutte su testo di Bertolt Brecht.
Per quanto riguarda l’elemento puramente musicale, i tre compositori si sono formati nel clima dell’Espressionismo e della Scuola di Vienna, ma se ne sono allontanati giudicando questo linguaggio una manifestazione della decadenza del Capitalismo.
Ecco perché, in queste canzoni, assumono stilemi propri della musica “leggera”, dei cabaret e delle operette, insieme a materiali comuni come le canzoni folcloristiche, corali protestanti, moduli jazzistici. L’uso di uno stile “basso”, popolare, ha lo scopo di far presa sul pubblico, affinchè il massaggio sociale e politico possa essere colto da tutti. Alla pari del teatro di Brecht, anche la musica di Weill, Eisler e Dessau ha una funzione didattica: deve colpire, shoccare. La canzone deve creare angoscia per scuotere dal suo torpore l'ascoltatore e spingerlo ad agire, a diventare soggetto di cambiamento.
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L’AMERICA DI SCOTT JOPLIN Questo concerto prende in esame le musiche vocali e pianistiche più significative dell’era del Ragtime (1900-1925) in America, scritte da Scott Joplin.
L’importanza
storica dell’opera di Joplin (che divenne improvvisamente famoso nel
mondo con il film “La Stangata” del 1970, ben 53 anni dopo la sua
morte!), è fondamentale, ma sconosciuta e soprattutto ignorata nelle
sale da concerto.
C'era un professore, a Verona, che rispondeva alle lettere indirizzate a “Giulietta Capuleti Verona”.
VOGLIO SCOPRIR L'AMERICA Gershwin e gli altri
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I suoi recital si celebrano ogni volta come un atto d’amore
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TRA MUSICA E TEATRO |
SMACK! OMAGGIO A FELLINI |
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Luce e tenebra, estasi della solitudine e brama del contatto, felicità del vuoto e ricerca della pienezza, raggelato rigore puritano e il sotterraneo fremito della passionalità: di queste contraddizioni, di queste tensioni vive la poesia della Dickinson, così come il partecipe, intenso ritratto teatrale che Raffaella Benetti ce ne offre in questo spettacolo.
Scavando luce in quella tenebra diurna con una lampada come la figura di un dipinto seicentesco, Raffaella-Emily misura e delimita il suo spazio alternando titubanza e fermezza; e vi traccia il recinto incantato della propria felice e disperata prigione, dove si rinchiude con il suo tavolino, scrittoio e barricata, posseduto quasi fisicamente come un nido sul quale appollaiarsi o un palcoscenico su cui danzare. (Nicola Pasqualicchio)
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Canzoni da Kurt Weill , Hanns Eisler Paul Dessau tradotte e arrangiate da Raffaella Benetti Frammenti di testi da Bertolt Brecht, Samuel Beckett, Karl Kraus, Karl Marx, Dante, Stormy Six, Nevio Gàmbula, Kostantino Kavafis, Giorgio Manganelli, William Shakespeare, Walter Witman, Heiner Muller, Walter Benjamin, Victor Serge montati drammaturgicamente da Nevio Gàmbula Abbiamo vito con stupore lo spettacolo "La città di Brecht"
di cui Gàmbula è autore, curatore e unico attore in scena insieme a
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Un
musicista compositore, tra l’altro uno dei virtuosi della fisarmonica
oggi in Italia, perfettamente a suo agio con gli altri strumenti musicali,
racconta il suo rapporto con il teatro.
Borsetto spiega come nasce una musica per la scena e che valore essa assume. (Eu.G.)
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“Se dovessi scrivere delle battute per un attore chiamato a interpretare la parte di un regista premiato con l’Oscar, probabilmente me la caverei abbastanza bene.
Ma il fatto che sono proprio io coinvolto in questa vicenda, mi rende balbettante e insicuro. Inoltre devi essere: spiritoso, intelligente, grato, appassionato, elegantemente distaccato e anche felliniano. Quest’ultimo è il ruolo più difficile, perché nonostante sia lusingato di essere diventato anche un aggettivo, non so cosa voglia dire.” (20/01/93 F. Fellini). Lo spettacolo è il tentativo di dare una spiegazione all'aggettivo felliniano. Riproponendo parole, storie, gag del grande regista insieme alle musiche dei suoi film, i tre fanno un viaggio nelle tematiche care a Fellini: Rimini, il circo, i matti, la donna (madre, moglie, amante, e soprattutto con le curve), Roma, la chiesa, la facoltà visionaria, i sogni, il film, l'arte.
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