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Seguitemi,
se volete, e raggiungeremo insieme una cittadina noiosa nel New England,
Stati Uniti d'America.. Siamo verso la metà dell'Ottocento, Amherst non
ha molti abitanti ma ovviamente si conosco tutti. La strada più
importante si chiama Main Street , che significa " strada
principale", come in molte altre città americane, vi passa la
diligenza che sollevando polvere giunge da Boston e va a Boston: pochi
viaggiatori scendono ad Amherst e pochi partono. Le case dei ricchi sono
in mattoni, quelle dei poveri in legno. La chiesa è il nucleo della
cittadina, vi si celebrano i matrimoni, i funerali e la domenica il
pastore tiene un sermone. Nel nord est degli dell'Unione si è
rigorosamente puritani. Si crede in un Dio terribile, si danno, spesso,
ai figli nomi biblici. La coscienza è il giudice supremo, implacabile e
vendicativo come ha splendidamente analizzato Erich Fromm nel saggio
" Fuga dalla libertà" . I balli e i divertimenti sono
banditi. Il lavoro è un dovere oltre che una necessità. Il risparmio
una virtù borghese. Fortunatamente sono democratici e antischiavisti
anche se ognuno sa che deve stare al suo posto sociale. La divisione in
classi è rigida così come la morale sessuale. Le ragazze di buona
famiglia devono imparare a cucinare, a cucire, possono suonare il
pianoforte, imparare il francese, avere amici, devono aspettare un buon
marito tra i rari pretendenti. New York o la snob Boston sembrano
lontane come la Francia rivoluzionaria e frivola o la solatia Italia. Ma
al di là di tutto questo che cosa provassero veramente, quali fossero
le speranze, i disinganni, gli amori di quella gente ci è ignoto
eccetto che per una ragazza che ha reso, involontariamente, Amherst un
luogo amato nella letteratura mondiale: Emily Dickinson.
La fama giunse postuma, sette poesie furono pubblicate vivente la
scrittrice e senza il suo consenso, una romanziera allora famosa di
cognome Jackson le aveva scritto: " Lei è il più grande poeta !
" ma probabilmente Emily non le aveva creduto. Poco più che
trentenne scrisse a un noto giornalista, di idee progressiste, Higginson,
chiedendogli un'opione su alcuni versi. Higginson diede un giudizio
negativo ma la corrispondenza durò vent'anni e per tre volte si recò
ad Amherst.
Il racconto
che egli fece in una lettera a sua moglie è particolarmente
interessante e commovente. Dopo aver consegnato il suo biglietto da
visita ad un domestico, com'era d'uso, Higginson vide arrivare una
ragazza, assai più giovanile dell'età anagrafica, timida e ansiosa.
Era Emily che diede al giornalista due gigli dicendo: " Questa è
la mia presentazione " e aggiungendo " Mi perdoni se sono
spaurita, non vedo mai gente nuova e non so quel che dico ".
Higginson raccontò che Emily gli aveva detto cose " strane "
e cose " sagge " e che parlava molto rapidamente e che
ascoltava con attenzione. Nella lettera aggiungeva che indossava un
semplice abito bianco di tessuto picchè e uno scialle blu e che "
non era bella ". Spesso gli uomini scrivono se una donna è bella
oppure no ma Higginson è smentito da un dagherrotipo, l'unico
esistente, in cui Emily è di una bellezza inusuale: il viso è ovale, i
capelli biondo scuri, gli occhi " color nocciola " ,
l'espressione è molto intensa e pensosa.
Il giorno
del funerale di Emily ,che era nata nel 1830 e morì nel 1886 ,
Higginson scrisse nel suo diario che lei era una " strana e rara
creatura " ed ebbe parole di non stereotipata tenerezza verso la
poetessa, parole che probabilmente non pronunciò mai nei loro rari
colloqui letterari. Alcuni biografi attribuiscono a Emily un sentimento
amoroso non corrisposto verso Higginson. E' possibile. Sono invece cent'anni
che si accapigliano sulla definizione del rapporto umano tra Emily e
Susan Gilbert, detta Sue. Per qualcuno fu amicizia, per altri amore.
Forse non è andato lontano dal vero nel 1959 il traduttore e saggista
Guido Errante che chiamò quel rapporto " amicizia amorosa ".
Era un termine piuttosto in voga nel 1800 e significava un'amicizia tra
due ragazze con sfumature sentimentali che ovviamente non dovevano mai
oltrepassare i limiti dell'amore platonico. Nel nord Europa e in America
le amicizie amorose erano incoraggiate contrariamente ai paesi latini
dove spiccava per arretratezza ed ipocrisia la solatia Italia. Verso il
1970 il regista australiano Peter Weir ha ricostruito con sensibilità
un'amicizia amorosa nel film onirico e visionario " Pic nic a
Hanging Rock " nel delicato rapporto tra Sarah e Miranda. Sue
Gilbert era una ragazza spigliata, briosa, vivace e piuttosto
anticonformista. Le lettere che Emily le scrisse sono lettere
sentimentali anche se bisogna tener conto che il tono epistolare
dell'epoca era molto più affettuoso di quello attuale.
Ma l'amore scomparì quando inaspettatamente Sue si fidanzò e si sposò
nel 1856 con il fratello adorato di Emily Austin.
Era inevitabile: l'amicizia amorosa non permetteva un linguaggio
sentimentale tra parenti. Per un po' Emily scherzò con Austin sul fatto
che le rubasse l'amata Sue ma a trent'anni ebbe un crollo nervoso. E'
fin troppo facile attribuire questo crollo al matrimonio di Sue. Da
allora incominciò il graduale isolamento di Emily, la sua nevrosi, la
sua paura del mondo. Del resto sarebbe anche ingiusto " incolpare
" Sue di questa reazione di Emily. Infondo del loro rapporto di
" amicizia amorosa " ci sono rimaste solo le lettere di Emily
a Sue e noi posteri non possiamo certo giudicare i sentimenti di persone
che non abbiamo conosciuto e che sono vissute molto tempo fa in una
società completamente diversa dalla nostra. E anche vero che l'ambiente
austero in cui Emily si trovò ad essere giovane non incoraggiava
l'energia interiore e che presumibilmente non fu solo il matrimonio di
Sue e Austin a provocare quello stato emotivo. Emily avrebbe potuto
reagire diversamente ? Forse avrebbe dovuto andarsene dalla sua piccola
città ma per far ciò avrebbe dovuto lasciare i familiari che amava, il
suo mondo, affrontare la solitudine della grande città, avere i mezzi
economici e soprattutto avere un coraggio che forse non aveva o non
poteva avere.
George
Sand era fuggita da un marito violento e aveva rischiato tutto nella
grande Parigi ma aveva un fortissimo temperamento, se ne infischiava
delle regole , dei tabù sociali ed era socialista. Emily Dickinson
sembra una ragazza eterea, evanescente e veramente in contatto con i
mondi invisibili delle intuizioni e dell'introspezione. Quando, nel
1929, Virginia Woolf inventò nel saggio " Una stanza tutta per sé
" il personaggio di Judith Shakespeare, sorella di William e con
eguale talento letterario che tenta la fortuna a Londra descrisse una
situazione psicologica, emotiva, pratica, sociale e politica che stava a
cuore a moltissime donne di talento. Ma nella realtà Emily pensò mai
di evadere da Amherst ? In una splendida poesia dice che forse l'Eden
non è tanto solitario quanto lo era il New England, usando
significativamente il presente per l'Eden e il passato per riferirsi al
luogo in cui stava vivendo ( Maybe-" Eden " a'nt so lonesome
As New England used to be !) il che fa riflettere .
A 29 anni Emily conobbe un'amica di Sue che si era recata ad Amherst,
Kate Scott. Kate aveva 20 anni ma era già vedova, il suo temperamento
era simile a quello di Sue e i contemporanei dissero che era di una
" bellezza meridionale ", assai rara nel New England. La
studiosa Rebecca Patterson in un saggio mai edito in Italia attribuisce
a questa amicizia i colori di una " passione amorosa " da
parte di Emily. L'unica certezza è che insieme lessero un libro super
proibito " Le confessioni di un mangiatore di oppio " di
Thomas De Quincey. Alcune poesie sono state ispirate da Kate anche se è
difficile dire quante giacchè Emily modificò spesso i pronomi
femminili in pronomi maschili nelle liriche con un tema amoroso. Sarebbe
ingiusto criticarla per questo: i tempi del coming out erano lontani e
non era facile vivere tra i puritani. La loro amicizia durò un anno o
due e poi vi fu una rottura. Il perché è sconosciuto. Allora
l'isolamento di Emily divenne tale che non varcò più i cancelli del
giardino paterno, non passeggiò più nei boschi verdissimi e belli che
pure cantava nei suoi versi, giunse a parlare con i visitatori da una
camera all'altra. Nessuno sapeva quanto scrivesse, celava centinaia di
poesie in cassetti, racchiuse in pacchetti legati con umile spago,
spesso scritte sul retro di buste da lettera, su fogli strappati e sui
margini delle gazzette locali.
La feroce guerra civile (1861-1865) e l'assassinio di Lincoln, di cui il
padre era un ardente seguace, non trovano eco nelle sue poesie
metafisiche, splendenti, a volte oscure con cui rivoluzionò il ritmo
della poetica di lingua inglese anche se era probabilmente la persona più
libertaria di Amherst . Dalla sua prigionia Emily spalancò un mondo per
noi posteri e scrisse, come recita l'incipit della sua lirica più
famosa, " la mia lettera al mondo che non scrisse mai a me".
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